AUSTIN GP: C'ERA UNA VOLTA IN AMERICA

di Veronica Vesco
Lewis Hamilton
Sebastian Vettel
Kimi Raikkonen
Max Verstappen
Carlos Sainz
Quattro Ruote
Ritratto di veronica

Austin. Texas. Gara di casa per la F1 della nuova gestione Liberty Media. Un fantastico show a stelle e strisce che inizia con la presentazione dei piloti in puro stile yankee. Alcuni calcano il tappeto rosso come attori consumati, altri sembrano un po' spaesati. Ma alla fine il diversivo risulta gradevole e insolito. Ed è proprio strizzando l'occhio a questa cerimonia che ho scelto il mood per raccontare il Gran Premio. Che lo spettacolo abbia inizio!

LEWIS HAMILTON: THE CHAMPION  Semplicemente perfetto. Stratosferico in qualifica nel domare il terribile "snake" di Austin come un incantatore di serpenti. Divo nel presentarsi agli americani con il suo stile da showman e le sue collane opulenti. Impeccabile domenica, dove gestisce nel migliore dei modi l'attacco di Vettel in partenza, il consumo delle gomme in gara e l'altezza di Usain Bolt sul podio. We are the champions, my friend!

SEBASTIAN VETTEL: MANTRA BOY  Arrivabene ripete come un mantra di "non arrendersi fino all'ultima curva dell'ultima gara". Lo abbiamo sentito così tante volte che ormai Gabbani ne farà il ritornello del suo prossimo tormentone. Nonostante i tormenti (un cambio di telaio), Seb ci dimostra infatti che farà di tutto per provare a vincere. Un'ottima qualifica, una partenza da applausi. La sofferenza con le gomme soft, il riscatto finale con un fantastico sorpasso su Bottas. Il secondo gradino del podio. "Lasciatemi cantare" diceva. Anche se ora fose è tempo di intonare "Il valzer delle candele" Auld lang syne.

KIMI RAIKKONEN: SANTA KLAUS  Il finlandese, come il suo fiabesco conterraneo, è in vena di far regali. Infatti si regala una splendida gara in cui ritrova le redini della sua Ferrari e la velocità, regala a Vettel un secondo posto per mantenere viva la speranza e ci regala un colpo di scena all'ultimo giro, prima subendo il sorpasso di Verstappen e poi riapparendo magicamente sul podio. D'altra parte anche Kimi indossa un costume rosso. We wish you a  Merry Cristhmas!

MAX VERSTAPPEN: AMERICAN DREAM  Niente di meglio che una spettacolare rimonta per incarnare il mito del sogno americano. Partito dalle retrovie a causa di 15 posizioni di penalità, l'indomito olandese mette in scena una gara d'attacco e tanti splendidi sorpassi. All'ultimo giro è quarto, dietro a Raikkonen. Lo raggiunge, lo studia e, con una manovra al limite, lo costringe ad alzare bandiera bianca. Purtroppo per Max, bianca è anche la riga entro cui mette tutte e quattro le sue ruote. La sanzione è immediata, il podio sfuma. Poco importa. La sua stella continua a brillare. Twinkle twinkle little star!

VALTTERI BOTTAS: THE SLEEPER. Evidentemente Valtteri, come il protagonista del film, viene congelato e scongelato come un merluzzo a seconda dell'occasione. Altrimenti non si spiega perché, da un po' di tempo a questa parte, non riesca più ad essere incisivo e nuoti svogliatamente in mezzo al branco. Speriamo si rialzi al più presto e riprenda a risalire la classifica come farebbe un salmone. Altrimenti il bell'addormentato rischia di non trovare più la principessa Mercedes al suo risveglio, ma solo Stella Bruno che gli rivolge domande incomprensibili. Stayn'alive!

CARLOS SAINZ: COWBOY  Sainz è perfetto nei panni del ragazzo texano. Si cimenta nel rodeo sentendosi a suo agio sia nel domare i tori rossi, sia nel cavalcare i selvaggi destrieri francesi. Infatti anche la sua prima gara in Renault è magistrale e conquista il settimo posto. Adelante Carlos!

FELIPE MASSA: UNCLE SAM  Veterano e rassicurante. Massa è un po' lo zio Sam del circus. Un simbolo. E come lo zio Sam anche lui pronuncia la fatidica frase "I want you", in questo caso riferendosi al sedile della Williams. Siamo certi che, per averlo, ingaggerà una guerra personale con Kubica e Di Resta. Per chi resta. 

DANIIL KVJAT: THE REVENANT  Un'impeccabile sceneggiatura lo ha portato dai fasti della Red Bull a una più modesta Toro Rosso. Poi è arrivata l'esclusione a favore di Gasly. Ma non datelo per finito. Riecco quindi il redivivo Daniil rispuntare sul giovane torello e lottare, se non proprio contro un orso, contro il neocompagno Hartley. Alla fine non conquisterà l'oscar come Di Caprio, ma almeno rosicchia un prezioso punticino. Fievel sbarca in America!

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