GP. DEL BARHAIN: IL GUSTO DELLA VITTORIA

di Veronica Vesco
Sebastian Vettel
Lewis Hamilton
Kimi Raikkonen
Max Verstappen
Valtteri Bottas
Quattro Ruote
Ritratto di veronica

Due di due. Vettel ci prende gusto. Dall'Australia al Medio oriente, dal giorno alla notte, dalla città al deserto, c'è un unico filo rosso. Rosso Ferrari. Aiutato dalla fortuna a Melbourne, si è creato la sua fortuna a Sakhir. Sempre davanti, in qualifica e in gara. Non c'è Bottas che tenga. Non ci sono frecce d'argento da scagliare, non ci sono strategie da imitare. C'è solo Sebastian, con il suo trionfo quasi impossibile, che è riuscito a gestire le sue gomme incredibilmente usurate.Il tedesco non ci crede, ci prova soltanto. E ci riesce. Gettando sabbia negli occhi di Valtteri, che non ce la fa, che non ne ha abbastanza, che deve gettare la spugna e accontentarsi di essere eterno secondo, anche quando Hamilton gli arriva dietro.

Hamilton appunto. L'ombra nera di questo gran premio tutto luci. Lontano in prova, distaccato in qualifica, penalizzato dal cambio. Eppure scintillante, a modo suo, nel dare battaglia. Esce indenne dal corpo a corpo con Verstappen, tornato in modalità Attila. Per fortuna l'olandese, ormai più fermo che volante, si limita ad usare l'impeto distruttivo solo contro se stesso, finendo la gara ancora prima di averla iniziata. Hamilton non subisce danni a causa del lieve contatto e può buttarsi all'inseguimento. Con la consueta ingordigia, non si limita a sorpassi singoli, ma vuole fare un abbuffata. Per questo si sbarazza di Hulkenberg, Alonso ed Ocon in un sol boccone. Niente male per essere diventato vegetariano.

Chi invece mastica amaro è Daniel Ricciardo. Tradito dalla sua Red Bull dopo soli due giri è costretto ad un ritiro precoce che gli impedisce di assaporare la gara. Niente dolci neppure per Raikkonen. Il finlandese, molto brillante a Sakhir, si sarebbe accontentato di un buon vecchio lecca-lecca per riuscire a ripartire dopo il pit stop. Invece un diabolico sensore ha messo il bastone tra le ruote a Kimi e ha condannato ad usare il bastone un povero meccanico, che nell'incidente del cambio gomme ha rimediato una frattura. Il pasticcio, tutt'altro che goloso, ha comportatato il ritiro dalla corsa per il pilota Ferrari e una corsa in ospedale per il povero Francesco Cigarini.

Se in casa Red Bull è rimasto solo il fiele, in Toro Rosso è il momento del miele. Mentre in Giappone fioriscono ciliegi e step evolutivi della power unit Honda, ci pensa Gasly a mettere la ciliegina sulla torta: eletto pilota del giorno conquista un indimenticabile quarto posto. La McLaren invece, che ha lasciato la strada vecchia per la nuova, si trova costantemente nel mezzo: né dolce, né amara, un indefinibile dessert a base di frutta. Certo, sono finiti i tempi magri del digiuno e in questi due gran premi le auto sono sempre arrivate a punti. Ma pur sempre di dieta si tratta, lontano dalle posizioni che contano.

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