GP DEL MESSICO: UNA GARA DA BRIVIDI

di Veronica Vesco
Lewis Hamilton
Sebastian Vettel
Max Verstappen
Esteban Ocon
Fernando Alonso
Quattro Ruote
Ritratto di veronica

La terzultima prova del mondiale va in scena in Messico dove un un mix esplosivo di colori e allegorie anima l'evento. La Festa dei Morti con i suoi schelettri e i suoi teschi si fonde con le zucche di Halloween in una cornice irriverente e grottesca. Con queste premesse non potevamo che assistere ad una gara fantasmagorica.

Vettel, per restare in tema, al sabato firma una pole da paura. E, come d'abitudine per celebrare il risultato, canticchia. Peccato che il suo "ba-ba-ba" più che un inno alla gioia assomigli ad una litania, a un memento mori per l'inevitabile dipartita del mondiale. A confermare i sinistri presagi ci pensa Verstappen, il ragazzino terribile, che partirà in prima fila accanto a Vettel. Il Ferrarista già sente una vocina pronunciare "dolcetto o scherzetto?", o meglio ancora "trick or treat?" E, trattandosi di Max da "trick" a "out of track" il passo è molto breve! Grazie a questo avvertimento la partenza si preannuncia una vera e propria danza macabra.

Il tedesco scatta bene, volteggiando come un pipistrello, ma Verstappen sfrutta la lunghezza del rettilineo e, da buon vampiro, risucchia la scia di Sebastian per poi affondare i canini in un attacco alla prima staccata. Max passa, Vettel si ferisce leggermente l'ala. Nel frattempo Hamilton, sornione come un gatto nero, dapprima controlla, affronta bene la curva 2 e poi tenta di sferrare la zampata quasi affiancando la Red Bull, lasciandola però prudentemente sfilare in curva 3. Scampato pericolo sembrerebbe. Invece dietro a Lewis si trova Seb, che lo tampona affondando gli artigli nella posteriore destra dell'inglese. Dopo lo spargimento di sangue, Hamilton rientrerà ai box zoppicando per cambiare le gomme, mentre Vettel planerà a sostituire ala e musetto.

Con i due contendenti al titolo relegati nelle ultime posizioni Max comanda agevolmente la gara. Il terzo appiedamento della vittima sacrificale Kvijat ha come al solito sortito l'effetto propiziatorio. Tuttavia è innegabile che Verstappen ci metta del suo, inanellando giri veloci con un'aggressività e una cattiveria degne di un vero campione.

Al secondo posto troviamo Bottas, l'uomo ombra. Lo davamo per disperso, lo dichiaravamo perso. E invece eccolo lì sul podio e a sole 15 lunghezze di distacco da Vettel. Più che carismatico, fantasmatico!

Sorprendentemente terzo in fase di avvio è Ocon. Il ragazzo francese non si è fatto intimorire dalle minacce di morte ricevute da parte dei tifosi ultrà di Perez, piuttosto, in questo contesto, ne risulta galvanizzato. Teschi e schelettri fanno un baffo alla promettente pantera rosa, che sta diventando la bestia nera del messicano. Chiuderà la gara al quinto posto, ancora una volta davanti a Perez, solo settimo.

Il terzo gradino del podio sarà conquistato da Raikkonen, che assomiglia sempre più ad uno zombie. Scivolato al nono posto dopo una partenza non certo da urlo, barcolla in pista senza troppi svarioni cogliendo al meglio l'opportunità offerta dalla safety car fantasma.

Il quarto posto appartiene a un Vettel indiavolato, autore dell'ennesima, entusiasmante rimonta a suon di sorpassi incredibili. Cannibale e feroce compie due capolavori ai danni di Massa e Perez ed è suo il giro più veloce.

Quanto ad Hamilton, dall'alto del suo enorme vantaggio, si concede un lungo viaggio negli inferi delle ultime posizioni. Per trenta giri osserva gli abissi e prova pure l'ebbrezza delle bandiere blu. Poi, come Dante, decide di "riveder le stelle" risalendo fino alla zona punti. E per festeggiare al meglio il quarto titolo ingaggia una lotta epica con il vecchio nemico Alonso. La McLaren arancione, proprio come una zucca ad Halloween, s'illumina, fa paura e regala scintille. Ma Lewis avrà la meglio e concluderà nono. L'insolita posizione gli toglierà la gioia di esultare dal podio, ma sarà più che sufficiente per ottenere il poker mondiale, giusto coronamento di una stagione mostruosa.

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