INTERLAGOS: UNA BOTTA E TANTE RISPOSTE

di Veronica Vesco
Lewis Hamilton
Sebastian Vettel
Valtteri Bottas
Daniel Ricciardo
Felipe Massa
Quattro Ruote
Ritratto di veronica

Lewis Hamilton vuole distinguersi, sempre e comunque. Non pago del mondiale vinto con due gare d'anticipo ha deciso di dire la sua anche a Interlagos. E qui fa delle sparate belle grosse. La prima, proprio in qualifica, lo catapulta contro le barriere alla Ferradura. Auto disintegrata, cambio di power unit, partenza dalla pit-lane. Forse l'atmosfera brasiliana lo ha convinto a festeggiare il carnevale mascherandosi da Grosjean, per provare l'ebbrezza di un incidente. Anche se più probabilmente a beneficiare di un travestimento è stato il suo motore, in mappatura potenziata per circa trenta giri. Fatto sta che si rende autore di una rimonta rabbiosa che lo porta a chiudere in quarta posizione. Soddisfatto e divertito. Bel lavoro Lewis. Peccato solo per le tue parole che rimbalzano come pallottole nel paddock: autocelebrarsi e buttare ombra sul compagno di squadra può forse "dimostrare chi sei", ma di certo non è un atteggiamento da campione!

Bottas dal canto suo si attrezza per tendere la mano alla pole, rimasta orfana di Hamilton. Riesce ad agguantarla per 38 millesimi. Purtroppo non ce la farà a tenersi stretta la prima posizione a causa di un arrembante Vettel che lo supera in partenza. Sebastian questa volta è implacabile, controlla agevolmente e resiste in modo magistrale all'unico tentativo di attacco da parte di Valtteri appena dopo il pit stop. La Ferrari è perfetta e lui può tornare ad abbracciare la vittoria. Applausi anche per Kimi, al terzo podio consecutivo. Bravo a contrastare l'assalto di Hamilton nel finale, eccezionale nel suo essere antipersonaggio mentre minimizza il ricordo della vittoria mondiale.

L'aria carioca si rivela invece nefasta per i tori. La querelle tra Renault e la scuderia faentina, con la casa francese che si rifiuta di fornire i pezzi di ricambio, rischia di diventare una nuova telenovela brasiliana. I motoristi vorrebbero prendere il toro per le corna rendendolo una più placida mucca. Peccato che in questo caso non si possa parlare di "Vache qui rit". Anche la Red Bull ha poco da stare allegra a causa delle numerose defaillances occorse ultimamente. A Interlagos infatti appare piuttosto giù di tono. Chi trova sempre un modo per rialzarsi è Ricciardo che, nonostante l'auto non proprio performante, mette in scena una grandiosa rimonta.

Ottima anche la prestazione di Alonso. Lo spagnolo, che in Brasile è salito per ben otto volte sul podio, conquista l'ottava posizione, dopo una gara impeccabile e un bel duello reiterato con Massa. Felipe appunto. Ovvero l'antieroe per eccellenza. Colui che ha dovuto ritirarsi e alzare bandiera bianca, ma ha finito per sventolarne una verde speranza. Il pilota che ha celebrato la sua festa d'addio in pompa magna per poi ritornare. Il piccolo ferrarista campione del mondo per pochi secondi e per tanti rimpianti. Ieri ha reso onore al suo Brasile con una gara consistente e combattuta. E ha pennellato il festoso circuito con una sfumatura di "saudade".

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