SPA IN QUATTRO PAROLE

di Veronica Vesco
Lewis Hamilton
Kimi Raikkonen
Sergio Perez
Quattro Ruote
Ritratto di veronica

Il prestigioso circuito delle Ardenne arriva puntuale come ogni anno a decretare la fine dell'estate. L'università della Formula 1 sale in cattedra e con la sua aria quasi settembrina ci riporta sui banchi di scuola dove ci immaginiamo già intenti ad aprire un dizionario... iniziamo a sfogliarlo, dunque!

 

SPAvaldo

Come diceva il grande Michael: "i record sono fatti per essere battuti". Lewis, alunno diligente, lo prende alla lettera, firmando la sua sessantottesima pole position ed eguagliando Schumacher proprio sulla pista che tanto amava. Non solo la pole nel weekend di Spa, ma anche una vittoria meritata e combattuta. Ancora sette punti e poi potrà diventare il primo della classe. Note positive che inducono ad un atteggiamento spavaldo, certo, ma che non dovrebbero trascendere in comportamenti da spaccone. Come criticare l'ingresso della safety-car che ha permesso di dare una spazzolata alla pista, invasa dai detriti delle Force India. Oppure provocare il rivale che proponeva un distensivo scambio di impressioni sulla gara. Perché va bene mantenere alta la tensione e  regalare scintille. Ma da lì ad essere fulminati il passo è breve.

 

SPArvieri

In Canada e a Baku le due Force India hanno dimostrato che il rosa della carrozzeria non era intonato agli istinti bellicosi dei due piloti. E difatti non si smentiscono neppure qui. Se vi aspettavate che galleggiassero placidi e tranquilli come i fenicotteri gonfiabili onnipresenti sulle spiagge estive di certo avete sbagliato previsione. Forse perchè Spa è un circuito storico, decidono piùttosto di calarsi nella parte di due pterodattili, pronti a sfidarsi in una battaglia che potrebbe portare all'estinzione. Fortunatamente per i due sparvieri, che per ben due volte non si lasciano spazio venendo a contatto, tutto si risolverà con uno spavento. Per Perez ci sarà anche il ritiro. Le loro intrepide gesta spalancheranno la porta alla safety-car, che a 14 giri dalla fine farà il suo ingresso trionfale, acclamata dagli spettatori, spauracchio per Hamilton.

 

SPAesato

Kimi Raikkonen è il re di Spa. E infatti nelle prove libere spadroneggia svettando in cima alla classifica. Al solito, il sabato riserva amare sorprese e ogni velleità viene spazzata via. E non per colpa della scia. Questione di feeling. Mancato. E di un errore. Accertato. Che gli consegna il quarto tempo. Domenica ci si attende un acuto, ci si aspetta una gara in cui possa fare la differenza. A differenza degli altri piloti, infatti, decide di non rallentare ignorando le bandiere gialle. Forse scambiandole per bucce di banana agitate a caso da Ross Brawn dopo la sua consueta merenda. Fatto sta che gli procurano una bella scivolata in classifica, a causa dell'implacabile sanzione di 10 secondi di stop&go. Dopo la riconferma il finlandese appare un po' spaesato.

 

SPAzio-tempo

Cavalcare l'onda dei ricordi a volte appare ruffiano, più spesso scontato. In questo caso invece il circuito di Spa ci ha offerto uno spettacolo delicato e leggero, un flashback emozionante, un salto all'indietro sospeso tra lo spazio e il tempo. Il giovane Mick Schumacher riporta in pista la Benetton del '94 con cui suo padre vinse il primo mondiale. Per un attimo Spa è ancora il circuito di Michael. Per un attimo la monoposto verde-azzurra assume tutti i riflessi e i colori delle auto guidate dal Kaiser: è gialla al Kemmel, rossa all'Eau Rouge, azzurra al Bus stop. E' un dialogo ininterrotto tra passato e futuro, tra ricorrenze e memorie, in cui non c'è spazio per la nostalgia. Solo per un immenso, caloroso saluto. A presto Michael!

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