VA DOVE TI PORTA IL CUORE... MA VINCE IL 69

di Veronica Vesco
Lewis Hamilton
Kimi Raikkonen
Quattro Ruote
Ritratto di veronica

Eccoci in Italia. Sole, cuore e amore. Ma anche e soprattutto passione. E quella non è mancata. Undicimila al giovedì. Tutti stretti attorno alla fontana di Piazza castello a Milano, in quella che dovrebbe essere una riedizione del "bacio della folla" di Trafalgar Square. Peccato che a Londra l'incontro tra tifosi e piloti è stato romantico, degno di Romeo e Giulietta. Qui a Milano, a parte la presenza delle Giulietta d'epoca della polizia, si è respirata piuttosto un'aria da Promessi Sposi. L'attesa infinita per l'arrivo dei piloti... Il buon Davide Valsecchi pareva don Abbondio e cercava di rassicurare che il matrimonio sì, ci sarebbe stato. Tra venti minuti. E poi tra dieci. E poi chissà. Forse erano in agguato i Bravi, o le trame di don Rodrigo, o il traffico milanese delle 18... O forse no. Finalmente arrivano le auto nere marchiate con il logo F1, accompagnate da un conto alla rovescia che ci trasporta dal 31 agosto alla mezzanotte del 31 dicembre. La temperatura sale, l'emozione si fa palpabile, le voci, un concerto di mugolii. Per poi placare i bollenti spiriti constatando che, da Monza, al posto della famosa monaca, sono arrivate delle verginelle. I tifosi si devono saziare di poche e caste parole offerte dai vari Palmer, Wehrlein, Stroll, Magnussen, senza quasi riuscire a vederli, soffocati come sono da cameraman e da fotografi. C'è un'unica guest star, Raikkonen, che per l'occasione sfodera un repertorio linguistico superiore alle dieci parole senza però emettere nessuno dei suoi famigerati Bwoah. Gli altri piloti probabilmente sono stati rapiti dall'Innominato. La sua repentina conversione per nostra fortuna ci restituisce l'intera griglia per le prove del venerdì.

Ma resta un conto aperto con la Provvidenza, che, alla inarrestabile passione dei tifosi, reagisce in modo non propriamente divino. Niente peste questa volta, ma un diluvio universale nel sabato monzese. Lo scenario si fa apocalittico, freddo inatteso e pista inondata. Ma gli appassionati, caldi e vogliosi, non disertano lo spettacolo. A placare gli ardori ci provano ancora una volta le alte sfere. Decidendo che le qualifiche saranno prima interrotte e quindi posticipate. L'avviso si rinnova ogni quindici minuti, come un novello supplizio di Tantalo. La pista è troppo bagnata. La moralità va salvata. Allora si attende pazientemente, incessantemente. Dopo due ore e trenta minuti la direzione decide che le qualifiche potranno consumarsi. Un tempo infinito che vedrà solo i  veri duri giocarsela. I tifosi continuano ad alzare la bandiera. I piloti Ferrari molto meno. Soffrendo per l'aderenza e scivolando "sulle uova", si rendono autori di una prestazione assai moscia. La gomma blu purtroppo non ha l'effetto del viagra, anche se siamo vicini ad Arcore. I giovani invece si prendono la rivincita. Ma più di tutti gode lui, the Hammer. Che "è bello, giovane e abbronzato" e fa un bel 69. Sessantanove pole position.

Commenta