Gaaazz

2019.. VAMOS!

di Manolo Scirè
Valentino Rossi
Francesco Bagnaia
Marc Marquez
Andrea Dovizioso
Jorge Lorenzo
Dovrei fare più moto
Due Ruote
Ritratto di manolo

Bandiera verde. Gas a martello. Giù il semaforo. Inizio così il mio primo blog. In piedi sul divano. Proprio alla fine del campionato.
Ma anche all’inizio di quello nuovo.

Un inferno d’acqua sull’ultima gara della stagione, a Valencia. Probabilmente il sole e 20 gradi tra due giorni, con l’inizio dei primi test della nuova stagione.

Arrivo su MSHC solo oggi, dicevo, e proprio per questo non mi pare giusto commentare la stagione appena conclusa, che rischierei di sintetizzare dicendo essere stata nelle mani di Marquez già dalla fine maggio, prima ancora della corsa del Mugello.

Vabbè, l'ho commentata. Sorry.

I test 2019, da martedì 20 novembre, vedranno alcuni Top Driver essere stati lontani dal proprio box solo poche ore ed altri che in pochi giorni avranno completato un trasloco iniziato già prima di metà stagione (peccato..). Ci saranno piloti con moto pressochè identiche a quelle appena parcheggiate ed altri che dovranno ripartire da zero con la messa a punto. Altri ancora che se ne andranno a fare i collaudatori, dopo anni di onoratissima carriera, come è stata quella di Dany Pedrosa, eterno studente modello, ritiratosi prima della laurea.

Dal 2019 mi aspetto che nessun mago dell’aereodinamica abbia intenzione di progettare ancora ali da musetto. A mio vantaggio il fatto che, ora, la carena verrà omologata ad inizio stagione e non potrà più essere modificata, contrariamente a quanto avvenuto quest’anno, quando le squadre potevano togliere – ma non aggiungere.. sob.. i regolamenti.. – componenti aereodinamiche rispetto alla prima configurazione andata in pista.

Non che oggi Dovi abbia vinto per le alette della Desmosedici GP - anzi - perché sul bagnato è andato fortissimo e sarebbe probabilmente arrivato primo (senza mai sdraiarsi) anche senza interruzione della gara.

Non che sia arrivato secondo nel mondiale per le ali - anzi - perché la Desmosedici GP 2018 andava come un treno ed ha vinto un terzo delle gare; e se Lorenzo fosse stato un po’ più accuorto ne avrebbe vinte altre o forse avrebbe vinto la classifica costruttori, che per Ducati sarebbe stata una vittoria vera.

Inizio questa avventura parlando della prossima annata, cominciando dalla composizione delle squadre 2019, che è l'aspetto su cui si hanno più notizie alla fine del 2018.

Il 2019 sarà l'anno dello storico matrimonio fra i due Galacticos della Honda, fidanzati fin da Sepang 2015, che promettono di entusiasmarci almeno quanto - ma forse di più - l'altra cafonissima teleromanza spagnola che si intitola Il Segreto. 

Confido, ma ne sono pure un po’ convinto, che il giovane galletto ed il vecchio fagiano, partendo entrambe da superfavoriti, metteranno il proprio interesse personale al primo posto e saranno indaffaratissimi ad ostacolarsi più che a trar vantaggio dall’unione.

Proprio non credo al fatto che Lorenzo possa arrivare in Honda ed accettare di fare da secondo a Marquez, specie dopo aver passato (inutilmente, in tutti i sensi) due anni in Ducati a cercar di dimostrare di non essere il secondo del Dovi.

Anche In Ducati, ho paura, potrebbe riproporsi uno scenario analogo. O peggio ancora analogo a quello di un paio di stagioni fa. Molto dipenderà dalla capacità del Dovi di contenere le smanie di Petrucci, che confido non voglia diventare uno Iannone Bis.

In casa di Valentino Rossi il 3° posto nella classifica generale 2018, conquistato oggi a scapito del compagno di Team, sarà probabilmente fondamentale (per lui ed ovviamente per noi tutti, di riflesso) in quanto gli permetterà di alzare un po’ la voce in famiglia, rimettendo al suo posto Vinales, che con l’avvio bomba del 2017 aveva sicuramente ostacolato la rinascita del “nostro” nell’epoca post-separazione dal fagiano, fedigrafo impunito.

Parlando di moto e coppie, non di singoli piloti perchè penso si sia capito come la penso, anticipo che la mia coppia preferita del 2019 sarà quella della Ducati Pramac, formata da Jack Miller e Pecco Bagnaia, ai quali auguro almeno una vittoria. Magari a testa. 

La moto preferita la KTM di Zarco e P. Espargaro, che mi auguro faccia qualche bell'exploit perchè c'è bisogno di competizione anche a livello ingegneristico, anche se non è una moto italiana come Aprilia e Ducati. Forse proprio perchè non è nè Aprilia nè Ducati.

Bandiera a scacchi. Due giorni di pausa. Repeat. 

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