8406 MONTE CARLO (COL SENNA DI POI)

di Mari Lafayette
BIS VINCIT QUI SE VINCIT
Quattro Ruote
Ritratto di marilu

Siamo nel mese di giugno, anno 1984. E’ la sesta gara del Mondiale e sul Principato di Monaco scende una pioggia monsonica. Un bel guaio, specialmente perchè il passaggio dal cittadino asfalto bagnato al tunnel semi asciutto è davvero un casino. Cosí viene deciso di dare una bella spruzzata là sotto, in modo da uniformare la pista, e Bernie ex machina fa arrivare l’autocisterna dei pompieri, ritardando la partenza. A Monte Carlo il Circus è da sempre un gran circo, basta chiedere alla persona giusta, e il miracolo è fatto. E Bernie è, già allora, la persona giusta, giustissima.

Sotto i semafori rossi troviamo Prost sulla McLaren, che in qualifica ha mandato tutti a dormire con il suo unoventiduesessantasei, seguito dalla Lotus di Mansell, dalle due rosse di Arnoux e Alboreto, quindi dalle Renault. La McLaren di Niki Lauda parte in ottava posizione, davanti a Nelson Piquet, campione in carica e da Keke Rosberg. Con il numero diciannove, a bordo del motore Hart quattrocilindri, sulla Toleman, c’è un rookie ventiquattrenne, che viene dal Brasile, e qui non ha inizio la sua storia. Qui ha inizio la sua epopea. 

I bolidi scattano, avvolti da mininuvole di pioggia e vapori acquei, un contatto tra Arnoux e Warwick degenera in selvaggia ammucchiata, cui decide di partecipare anche Tambay con l’altra Renault.

La corsa non si interrompe, Mansell insegue Prost, Lauda brucia Renè Arnoux, siamo intorno all’ottavo giro dei settantasei previsti, e nessuno si è ancora accorto che c’è un tizio su una vettura qualunque, che è partito in tredicesima posizione e zitto zitto sta risalendo la bagnatissima china. Ayrton Senna si fa ombra di Keke Rosberg e finalmente la regia si sposta dalla testa della gara e le attenzioni sono tutte per questo duello infuocato e bagnato allo stesso tempo. Le monoposto sollevano quantità di acqua impressionanti e la visibilità è scarsissima. Senna piglia pure il cordolone alla Chicane du Port, ma la sua Toleman oggi è uno spettacolo di magia e la sua corsa prosegue, davanti a lui, prima di Keke, ci sono Arnoux, Lauda, Mansell e Prost a tirare la truppa in prima posizione.

Il francese della McLaren tiene botta per un po’, ma al dodicesimo si arrende e si lascia passare da Mansell, che inizia una tirata potentissima, semina Prost lontano, lontanissimo, forse l’Inglese si incazza con Patrese, ultimo degli ultimi, che rallenta la sua fuga, forse sbraga un po’, e insomma la sua elegantissima Lotus va in sovrasterzo sulla salita che porta al Casinò, grazie e arrivederci. 

Oggi è una magica domenica, e Patrese gioca a fare l’illusionista, scompare e riappare sistematicamente, sempre nel posto e nel momento sbagliato. Patrese, scansati, eccheddiamine!!!

In realtà siamo nel 2018 e io sto morbidissimamente seduta sul divano di casa, e mi riguardo questa memorabile gara, con il commento di James Hunt e Murray Walker.

Senna, nel frattempo, ha passato Rosberg e pure Arnoux, e il suo nome comincia a farsi sentire piano, senza molto clamore, ma lui è lí, sotto la pioggia karmica che oggi lo sta battezzando.

“The brilliant Brasilian”, cosí lo appella Walker, esterrefatto dalla mirabolante corsa del giovane novello, si incolla agli scarichi della McLaren di Niki Lauda, e adesso è lí, in seconda posizione, dietro ad Alain Prost. Allargando appena la traiettoria, Ayrton passa il viennese con una semplicità e un’eleganza da far sembrare la sua manovra un gioco per infanti, proprio in prossimità dei semafori che qualche giro fa lo avevano lanciato dalla tredicesima posizione, direttamente sull’albo dei campioni. 

Senna schizza sulla salita che porta fin su al Casinò, e al ventitreesimo ci spara giù anche un super tempone, senza paura, ma senza chiasso, un po’ come Samba de uma nota sò di Jobim, che spettacolo!

Patrese magico anche lui, fa apparire le bandiere blu dei commissari a più riprese, e seguita a scassare les marrons ai piloti che se lo trovano davanti. Esce al venticinquesimo, ciao Riccardo, e purtroppo ci saluta anche Lauda, che si fa un giro in testacoda col Tag-Porsche sei cilindri, ciao Niki. 

Senna ha talento da vendere a sacchi e piglia ad inseguire Prost, riducendo i diciotto secondi di ritardo di tre tacche al giro...ehmbè, Ayrton, impossibile non lasciar cadere la mandibola oggi a guardarti!

Arriviamo cosí al trentunesimo giro, la pioggia scende a cisterne e Alain Prost ci pensa lui a fare la magia delle magie...gesticolando un po’, fa apparire Jacky Ickx, guru della gara, che manco il Maharishi ai tempi di Dear Prudence, ne decreta l’interruzione, Prost è primo davanti a Senna, ultimo gradino del podio se lo occupa Renè Arnoux, e tutti se ne vanno ai phon per l’asciugatura con i punti dimezzati.

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