BAHRAIN: CHE PESCE D'APRILE!

di Veronica Vesco
Charles Leclerc
Sebastian Vettel
Lewis Hamilton
Daniel Ricciardo
Nico Hulkenberg
Quattro Ruote
Ritratto di veronica

Bahrain. Ferrari sempre perfetta, Ferrari da doppietta. Ferrari in prima fila, Ferrari che fila. Gustosa venerdì, prelibata sabato. Andata a male domenica. Giusto in tempo per confezionarci un indigesto pesce d'aprile. Del resto si sa: il pesce, dopo tre giorni, puzza, specie se si esibisce e si mette alla ribalta nel caldo di Sakhir. E infatti sui gradini più alti del podio non ci sono certo due pesci rossi, ma campeggiano le fameliche squame d'argento, che prima del gran premio hanno deciso di nascondersi in frigorifero al fine di conservarsi più fresche in vista del banchetto finale.

Ora, con un doloroso tuffo, vediamo di ripercorrere le vicende più eclatanti della gara. Il sabato è il giorno di Leclerc. Charles, giovanissimo poleman, è già un pesce martello. Difatti è un martello sia in qualifica che in gara e con il suo tocco deciso dapprima tramortisce Seb, rifilandogli tre decimi, poi lo manda direttamente in coma, sorpassandolo come un campione navigato. Un degno avversario, al punto che alla fine anche 'The hammer' si congratula con il monegasco, riconoscendo in lui una certa impronta. Grandissimo Charles, la prossima volta, però, prendiamo a martellate quel pistone, così, forse riuscirai a incorniciare il tuo primo successo.

Successo caduto dal cielo per Hamilton, che, da perfetto squalo, è attratto dal sangue della rossa. Lewis non esita a sbranare Vettel, conquistando quel secondo posto che, grazie al guasto di Leclerc, avrà il magico potere di trasformarsi in primo. Seb, tenendo fede ai suoi baffi, vorrebbe fare il pesce gatto e scappare via veloce dal suo predatore. Invece si ritrova a fare il pesce lesso, incassando il sorpasso. Anzi, non pago delle sue precedenti esibizioni, inizia a piroettare come un delfino ammaestrato, deliziandoci con un classico del suo repertorio, il testacoda. Quando si dice avere un chiodo fisso... Attento Seb, che Charles non ci mette molto a prenderti a martellate! Tuttavia, per vedere le stelle, Vettel non attende la botta inferta da Leclerc, ma pensa bene di autoprodurre uno spettacolo pirotecnico degno del suo quasi omonimo Vatel, perdendo l'ala e creando un caleidoscopio di scintille. Le gomme spiattellate difatti innescano strane vibrazioni che convincono l'ala a prendere il volo. E con lei ogni residua speranza di conquistare il podio.

Il povero Charles annaspa come un pesce fuor d'acqua, perdendo manciate di secondi ad ogni tornata. Si vede sfilare dalle due Mercedes e tenta disperatamente di conservare il terzo posto. Ma già arriva Verstappen, in veste di pesce spada, rapido e pronto a trafiggerlo. Max vuole ritagliarsi un momento di celebrità, ma purtroppo resta impigliato nella rete della safety car, comparsa a tre giri dalla fine, e taglia il traguardo comunque in quarta posizione. La vettura di sicurezza è intervenuta a causa dello spettacolo messo in scena dalle due Renault. Con una coreografia degna del miglior nuoto sincronizzato, entrambe le monoposto si fermano praticamente nello stesso momento. Il buon Hulkenberg, come un salmone, aveva risalito la corrente portandosi dal diciassettesimo al sesto posto. La stessa corrente, questa volta elettrica, frena invece Ricciardo. Con l'auto diventata torpedine Daniel deve allontanarsi in tutta fretta per non incorrere in una scossa. Anche perché a scuoterlo ci pensano già le ottime prestazioni di Nico.

Così uno scherzo del destino priva la Ferrari della meritata vittoria, Leclerc del giusto riconoscimento, i tifosi dell'agognata rivincita. Ma del resto, essendo il primo di aprile, possiamo provare a riderci su. Restando in attesa di una pesca miracolosa.

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