CAVALLINI RAMPANTI E CAVALIERI GALANTI

di Veronica Vesco
Sebastian Vettel
Lewis Hamilton
Max Verstappen
Fernando Alonso
Kimi Raikkonen
Quattro Ruote
Ritratto di veronica

La terra magiara, famosa per i suoi cavalli selvaggi, non poteva che propiziare una doppietta del Cavallino rampante. I prodi Kimi e Sebastian dettano legge già dal sabato, tingendo di rosso la prima fila e relegando le argentee armature del duo Mercedes in terza e quarta posizione.

La partenza è una giostra di emozioni. Il cavaliere Vettel, rimasto primo, inizia a galoppare, forte della fidata protezione offerta dallo scudiero Raikkonen, che per tutta la gara gli coprirà le spalle. Le Red Bull invece danno vita ad un singolare rodeo: l'imbizzarrito Max, non pago di domare il suo toro, decide di fare l'asino mettendo fuori gioco proprio il suo compagno di squadra. La manovra gli costerà una strigliata che, tramutata in sanzione, avrà il merito di spianare la strada alle Mercedes. Le frecce d'argento in effetti oggi sembrano trottare a debita distanza, almeno fino a quando lo scalpitante Lewis non scambia la sua posizione con Valtteri, sopravanzandolo. Hamilton inizia la caccia, cavalca fulmineo fino a sentire l'odore della preda. Ma Kimi rimane un miraggio, vicino e insuperabile fino alla fine. A questo punto il cavaliere Nero si trasforma in un eroe da romanzo e, ignorando ogni logica, accetta di restituire il maltolto a Bottas, facendolo transitare terzo sul traguardo. Un gesto d'altri tempi, cavalleresco appunto, che parla di onore e di lealtà. In stridente contrasto con la vittoria in pompa magna dell'Armata Rossa, viziata da ordini di scuderia che rendono l'esultanza Ferrari più simile ad un isterico ragliare.

Nel weekend di Budapest una menzione speciale va al cavaliere errante Fernando. Ancora non ha trovato un esercito degno nel quale militare, ma sempre e comunque ci fa sussultare, regalandoci l'unico sorpasso di questa gara, regalandosi un sesto posto che sa di conquista. E si prende anche il merito di rubare la scena a quelli del podio lassù. Lo fa con una leggerezza sorniona, con la consapevolezza di chi ancora crede nel suo riscatto. Lo fa mimando la sua ormai virale siesta, sperando di svegliarsi in un domani più ricco di soddisfazioni. E intanto ci augura buone vacanze. Quindi arrivederci a Spa. Ora, nell'attesa, non ci resta che cavalcare le onde dell'estate.

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