GP. DELLA CINA: DON'T IMITATE, INNOVATE

di Veronica Vesco
Sebastian Vettel
Daniel Ricciardo
Valtteri Bottas
Max Verstappen
Kimi Raikkonen
Quattro Ruote
Ritratto di veronica

Ancora doppietta. Ancora Ferrari. Per omaggiare la bandiera cinese la prima fila di Shangai è tutta rossa. Peccato che domenica a triofare sarà un altro Red.

In Cina si imita di tutto. Così, alla partenza, Vettel ci ripropone uno scatto di Schumacheriana memoria, andando a chiudere la porta in faccia a Kimi, che si trova faccia a faccia con il muro. Il finlandese, per non replicare lo start di Singapore, decide saggiamente di alzare il piede. Ne approfitta un rapace Bottas, che, ringalluzzito dalle utime ottime prestazioni, pare ormai la bella copia di Hamilton. Lewis appunto. Parte in seconda fila dietro al compagno e rimane defilato per tutta la gara. Invisibile e irriconoscibile, ha il solo merito (e la fortuna) di resistere e di uscire indenne dall'attacco di Verstappen al via. Per il resto si limita a deambulare lungo la pista senza convinzione, senza un guizzo, senza un errore. Gli unici acuti che si ricordano sono quelli degli striduli e lamentosi team radio.

Nel frattempo Valtteri insegue Sebastian, dando il via ad un'emozionante caccia alla volpe. In realtà le vere volpi saranno quelle del muretto Mercedes, che, grazie ad un undercut e ad un pit stop da record, permetteranno a Bottas di fare la lepre, mentre Vettel rimarrà vittima di un cambio gomme in modalità tartaruga. Non paghi della scelta infelice, in Ferrari duplicano strategie sacrificali di un tempo che fu. Vittima designata il povero Kimi, che, suo malgrado, si ritrova a fare il Barrichello. Per lui l'arduo compito di rimanere in pista il più possibile su gomme usurate, nel vano tentativo di rallentare Bottas  e favorire il recupero di Vettel. Il risultato è da applausi: Valtteri mantiene indisturbato il comando, Sebastian non si avvicina. In compenso Raikkonen si allontana dalle posizioni che contano.

Il vero colpo di scena lo regala chi non t'aspetti. Pierre Gasly, il nuovo astro nascente della Toro Rosso, fa vedere le stelle al povero Hartley, piombandogli addosso come un meteorite in curva 14. E ogni collisione, orbitale e non, lascia dietro di sé miriadi di detriti. Da qui l'ingresso della safety car al giro 31 per ripulire la pista. Un'occasione galattica per le Red Bull, che giocavano d'attacco con una strategia a due pit stop. Mentre i piloti di testa arriveranno a fine gara con le granitiche gomme medie, i driver della scuderia anglo-austriaca potranno dedicarsi a una sensazionale rimonta grazie alle più performanti mescole soft. Senza alcuna pietà Daniel Ricciardo infila tutti. Staccate al limite e sorpassi mozzafiato ai danni di Hamilton, Vettel e Bottas lo porteranno a guadagnarsi la vittoria.

Senza pietà e in un clima di terrore avvengono anche i sorpassi di Max Verstappen. L'olandese, evidentemente deliziato dalla manovra di Gasly, decide di imitarla. Con una piccola variazione sul tema. Al posto di infierire sul compagno di squadra, decide di speronare l'incolpevole Sebastian. La Ferrari numero 5 si gira, esita, singhiozza. Poi riparte. In settima posizione. La vettura di Maranello è danneggiata e sbilanciata, ma riesce a rimanere in pista. Concluderà ottava, braccata da Sainz, superata con veemenza e scorrettezza da Alonso, autore di una vendetta piuttosto che di un sorpasso.

10 secondi di penalità sembrano un'inezia al cospetto dell'ennesimo incidente causato da Verstappen, una punizione irrisoria che gli permetterà comunque di concludere il gran premio in quinta posizione. Probabilmente Max, che a fine gara si è subito scusato con Seb, non avrà "un bidone dell'immondizia al posto del cuore", ma di certo in queste prime gare un bidone si sta dimostrando. E pensare che in Red Bull pensavano di cestinare Ricciardo... Il buon Daniel invece getta nella spazzatura illazioni e indiscrezioni sul suo futuro, rispondendo in pista con manovre da campione e dimostrando che non è affatto un pilota da buttare. L'unica cosa che dovrebbe finire tra i rifiuti è la sua scarpa. Invece, grazie alla sua lattina, continua a farne un calice. Un virtuoso della raccolta differenziata. Per fortuna dei bibitari, l'australiano se la cava bene anche con la raccolta punti, avendone collezionati già 37.

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