GP. DI MALESIA: ADDIO AL MONDIALE

di Veronica Vesco
Sebastian Vettel
Kimi Raikkonen
Max Verstappen
Lewis Hamilton
Quattro Ruote
Ritratto di veronica

Malesia. Ultimo atto. A Sepang succede di tutto. Quasi tutto però accade prima del Gran Premio o dopo la bandiera a scacchi.

Un venerdì all'insegna del rosso vede le Ferrari imporsi come tigri. Un turbinio di avvenimenti però travolgerà le vetture di Maranello, alle quali, ancora una volta, il destino regalerà non pochi turbamenti. Le prove libere del sabato si concludono con Vettel appiedato da un cedimento del propulsore. Il frenetico lavoro dei meccanici porterà alla sostituzione della power unit consentendogli di partecipare alle qualifiche. La Q1 tuttavia riserverà a Sebastian un avvio turbolento a causa di un repentino calo di potenza. Il guasto sembra essere originato da un collettore difettoso che disperde energia non riuscendo a convogliarla nel turbo. Vettel, senza potenza e senza tempo utile, dovrà partire dal fondo dello schieramento e mettere in atto una poderosa rimonta, lottando con il coltello tra i denti. Con un casco al posto del turbante sarà un moderno Sandokan. A questo punto toccherà a Kimi ricoprire il ruolo di Yanez e tenere alto il vessillo della squadra. Il finlandese ci prova, ma l'arrembaggio non risulta perfetto: purtroppo non riesce a centrare il miglior crono per soli 45 millesimi. La pole va ad un incredulo e velocissimo Hamilton che raggiunge quota 70. Ma Raikkonen è comunque in condizione di lottare contro l'inglese. O forse no. Sepang ha in serbo un altro colpo di scena. All'ombra delle palme si potrebbe canticchiare "stessa spiaggia, stesso mare". Purtroppo la radio di Kimi trasmette un ben poco orecchiabile "No power". Stessa auto, stesso guasto. La Ferrari numero 7 non riuscirà neppure a partire.

Parte bene invece Hamilton, che conserva la posizione su Verstappen. Il primo giro è da brividi: sorpassi, manovre al limite, battaglie entusiasmanti. E la grande rimonta di Sebastian, che si porta subito in dodicesima posizione. Nel corso del terzo giro Max si regala la testa della gara grazie ad un sorpasso su Lewis, insolitamente arrendevole. Dopo il sandwich indigesto è tempo per lui di festeggiare con una bella vittoria. Al nono giro tocca all'altra Red Bull guadagnarsi l'ultimo gradino del podio. Ricciardo supera l'altra Mercedes in modo decisamente più spettacolare. Ancor più conturbante risulta però la grande rincorsa del pirata in rosso, che ingaggiando feroci corpo a corpo riesce a far fuori molti avversari. Chiuderà in quarta posizione, acclamato a furor di popolo pilota del giorno. Una menzione speciale la merita Palmer per averci fatto divertire con i suoi testacoda. In queste ultime gare si sta impegnando per lasciare il segno ed in effetti qui ci delizia con dei gustosi donuts, confezionati apposta per celebrare il compleanno di Verstappen.

Arriva la bandiera a scacchi, cala il sipario sull'avventura malese. L'atmosfera si fa nostalgica, il giro d'onore sembra una danza. Eppure il commiato di Sepang ci riserva un ultimo, scoppiettante fuoco d'artificio: l'incredibile contatto tra Stroll e Vettel. La Ferrari su tre ruote, con la sospensione divelta e il posteriore distrutto, è l'immagine più assurda e rocambolesca di questa domenica. Un simbolo, quasi un oscuro presagio. Nessuna penalità per i piloti, ma forse un cambio da sostituire, possibile preludio a un'altra gara in salita. Probabile certezza di un addio al mondiale.

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