PODIO ARGENTINA MOTOGP 2019

LA 3 LA 2 LA GP > LOSAIL | ARGENTINA

di Deya Alverman
Marc Marquez
Valentino Rossi
Lorenzo Baldassarri
Jaume Masia
Tutti gli eventuali errori di ortografia sono fatt iapposta
Due Ruote
Ritratto di deya

Vi è mai capitato di comperare 18 scatole di yogurt in offerta, salvo poi scoprire che scadevano il giorno dopo? Benvenuti al secondo appuntamento con il motomondiale, lo scrivo con un settimana di ritardo perché ho preso un buco spazio temporale, che mi ha catapultato nel mondo del lavoro. E' un mondo terribile e pieno di insidie e che spesso annienta il tuo tempo. Si corre in Argentina, la patria del Tango e di Maradona.

Veniamo alla Tre: vince Jaume Masia

La Tre continua a lanciare outsider sul gradino più alto del podio, segno che i predestinati stanno toppando di brutto, in primis Romano Fenati che sceglie di montare gomme che ha solo lui, salvo scoprire che erano Big Babol e quindi per la gara niente da fare, arriva sedicesimo. Canet, altro favorito, dopo una prima gara consistente anche qui sta davanti salvo poi cedere alla fine e chiudere dodicesimo. Diventa difficile capirci qualcosa, Della Porta non è tra i miei favoriti ma al momento è il più costante, aggiungiamo che corre per il team Leopard che è sempre stato un top team della 3. Arbolino parte in pole ma cicca completamente la partenza, fa un mega rimontone e alla fine riesce persino a giocarsi la vittoria alla fine chiude terzo. Secondo Binder jr., prima vittoria per lo spagnolo Masia, buono Antonelli quarto. Toba solo decimo ma resta in testa al mondiale. Dalla Porta secondo, se continuano a vincere outsiders il campionato lo porterà a casa chi riesce ad avere una media di piazzamenti decente, anche Antonelli si difende mica male. Il 2019 porta un ritrovato equilibrio di prestazioni tra Honda e KTM quindi se la possono giocare tutti.

Veniamo alla Due: vince Lorenzo Baldassarri

Tre anni fa nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul Balda. Il fatto che divida casa con Bagnaia non è un caso, vivere con uno che ha capito come funziona il sistema e seguirlo, non è male come allenamento post allenamento. Pecco dirà che lui non c’entra nulla, ma è sempre meglio avere intorno dei vincenti che dei perdenti, fosse solo come stimolo per migliorarsi. Non è una sorpresa il Balda che già l’anno scorso aveva dimostrato di potersi giocare le vittorie, ha come team manager Pons che non è proprio un bambo. Sinceramente non mi aspettavo che facesse due vittorie su due, come il Morbido due anni fà. Che dire bravo Balda, vinci due gare per altro in due modi completamente diversi, la prima andando in fuga domando tre quarti di gara, salvo poi difendersi all’ultimo giro dal rientro di un volpone come Luthi. Oggi l’esatto opposto, sei tu che fai il rimontone e porti a casa il primo premio. Che bravo. Bravo davvero. Secondo Remy Gardner, figlio d’arte, figlio del grande Wayne campione del mondo 500, è forte, molto forte, corre con un team piccolino, ma che grinta. Vederlo guidare è uno spettacolo, scuola australiana senza se e senza ma, gas sempre a manetta e se la curva non si raddrizza da sola si può anche far scodare la moto. Mi piace un sacco, non è un raccomandato, fa anche il giro veloce. KTM in crisi totale anche in Argentina, peccato hanno due che venivano dati per favoriti per giocarsi il mondiale e i due migliori rookie provenienti dalla Tre. Peccato davvero siano così in crisi nella gestione del motore Triumph. Terzo Marquez jr. che aspanna sempre tra incertezze e piazzamenti più o meno soddisfacenti, per metà gara subisce anche il suo compagno di squadra ma alla fine fa il terzo sul podio.

Veniamo alla GP: vince Marc Marquez.

Partirò dalla fine, quando a Valentino Rossi dicono che ha vinto Marquez la risposta secca è? Ma come Marquez, perché ha corso anche lui? Dov'era? Pensavo di aver vinto io! Le parole non erano esattamente queste ma il senso sì. Marc parte primo, arriva primo, inquadrato dalle telecamere solo il primo e l’ultimo giro. Dietro una gran gara. Dovizioso in un GP che detesta in cui le gomme si bruciano alla velocità della luce, alla partenza si piazza secondo a stoppare eventuali fughe senza curarsi di Marquez, non avrebbe senso. Oggi il Dottor Rossi però è in forma, in forma smagliante, in griglia ha una buona posizione, niente rimontone per oggi, se la gioca per tutta la gara e alla fine il Dovi si arrende e Valentino a quarant’anni fa il secondo posto in una gara ufficiale del mondiale della classe regina. Non capitava dagli anni 70, dove per competere servivano più palle che forma fisica. E’ snervante continuare a ripetersi su Rossi, ogni volta che pensi di averle viste tutte lui riesce a stupire tutti, non solo non trovo eguali nel motociclismo, non trovo eguali nemmeno nella storia dello sport. Non è tanto il risultato sportivo è l’insieme di quello che fa. A quarant’anni si permette di arrivare secondo solo a un fenomeno vivente che ha vent’anni meno di lui, si permette di rilegare a ruolo di comprimario il suo compagno di squadra Vinales, altro ventenne predestinato. La cosa più gigante è che alla faccia del CONI in quattro anni la sua Scuola ha prodotto due campioni del mondo della Moto2 e, dopo anni di dominio spagnolo in GP, ben quattro piloti italiani tra i primi sei a giocarsi la vittoria di Losail. Sì perché domenica dietro a Marquez c’erano Rossi, Dovizioso, Petrucci e Morbidelli, l’unico altro lì in mezzo era Miller. Tolto Dovizioso se gli altri sono lì due grazie a Rossi li devono, non scordiamoci Bagnaia. Rossi Re Mida. Bravo Dovizioso terzo, anche se il sorpasso di Rossi alla fine, sicuro gli è rimasto in gola. Miller e Petrucci devono ancora trovare la gara per essere competitivi lungo tutta la gara, a me l’australiano piace un sacco, le Ducati ci sono eccome. Impressionante Morbidelli, mai mi sarei aspettato di vederlo lì tutta la gara, peccato che alla fine tampona Vinales e si stendono entrambi, Franco rimane un pilota disarmante, sembra Dovizioso solo più veloce nel sviluppare competenze. Prossima tappa Austin, altro gran premio dove gli sponsor di Marquez chiederanno il rimborso.

 

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