MELBOURNE, PRONTI VIA!

di Mari Lafayette
Lewis Hamilton
Max Verstappen
Charles Leclerc
BIS VINCIT QUI SE VINCIT
Quattro Ruote
Ritratto di marilu

Grande attesa come sempre per il primo Gran Premio della stagione, siamo all’Albert Park di Melbourne, il sole splende, ma per poco, perchè qui si corre a ridosso del tramonto, la pista non è un gran chè, si tratta infatti di un circuito cittadino, in cui l’asfalto non regala nulla, anzi crea non pochi problemi di aderenza, tante curve, tante curve lente, freni da gestire con cautela, ma almeno si avvantaggia il DRS, per chi lo sa sfruttare. Pirelli porta le tre mescole “centrali”, C2, C3 e C4, mentre restano a casa la mescola morbidissima e durissima.
Arriviamo in Q1 carichi di aspettative, di speranze, ma anche di dubbi, e prometto che oggi non farò sconti a nessuno. Il primo a uscire è Norris, e la sessione si chiude con le Mercedes ultra performanti, bene il neo ferrarista Leclerc e bene anche Giovinazzi sull’Alfa, anche se non arriverà in Q3, accompagnato mestamente dalle Renault del beniamino di casa Ricciardo e del socio Hulkenberg.
Prima bastonata del weekend per Sebastian Vettel, che decide di fare una veloce scampagnata fuori pista, nulla di serio per pilota e vettura, ma i meccanici che han dovuto ripulire la rossa numero 5 di certo non si sono divertiti.
Le prove si chiudono con Hamilton davanti al socio Bottas, seguito poi da Vettel, Verstappen e Leclerc.
Apro una breve parentesi sui cronisti Sky, che spero siano pro tempore, perchè esclusa la Masolin, che è pure gnocca, Valsecchi, Vanzini e il resto della truppa, non si possono vedere nè sentire. Salvo Jacques Villeneuve, solo per non essere troppo caustica, ma davvero grande delusione e tanta noia.
Partenza impressionante per Bottas, che scappa davanti a tutti per rimanerci, esclusi i waltzerini dei pit stops, per tutta la gara, Leclerc prova a rubare la posizione a Seb, ma forse è timoroso, e la paura lo fa passare immediatamente da Verstappen. Partenza orribile per Ricciardo, che si trova spiaccicato sulla destra e la sua Renault si trasforma prima in un tosaerba da mille cavalli, poi in una fionda, gli parte l’ala, che finisce addosso al povero Kubica. Le povere Williams, che montano comunque motore Mercedes, si confermano cenerentole del Circus, ma non mi accanirò, anzi, primo cuoricione della stagione proprio per loro.
Ferrari in difficoltà in curva, al nono giro Leclerc pure lui riaccende la passione per aiuole e giardinaggio, ma gli va di lusso e si riprende immediatamente, e soprattutto non perde la posizione. Poco dopo la passione per gli hobbies interessa anche Sainz, pronto per il primo barbecue del duemiladiciannove, la sua McLaren, motore Renault, fuma e sfiamma, Vanzini va nel panico e lo implora almeno cento volte di uscire dall’abitacolo. Anche qui tutto a posto, pericolo scampato e dal tredicesimo giro inizia una prima serie di soste ai box, Kimi, Seb e Lewis tutti lasciano la morbida per passare alle intermedie gialle. Pit stop tremendo per Grosjean, che poi si deve ritirare per via dell’anteriore sinistra, che viene montata ad cazzum, interessante però il piccolo duello tra lui e Albon, al rientro in pista. Anche Giovinazzi fa un pit stop da dimenticare per colpa dell’anteriore sinistra. Strategia variegata all’amarena in Casa Ferrari, al ventinovesimo giro Leclerc monta la gomma bianca, la più dura, e inizia a spingere davvero. Bene, molto bene Charlie.
A questo punto apro una seconda parentesi e ringrazio Pirelli, perchè finalmente quest’anno mi sarà nuovamente possibile capire qualcosa delle gomme, cinque mescole e tre colori, occhèi, ce la posso fare, evviva!
Arriviamo al trentunesimo dei cinquantotto giri previsti e finalmente possiamo destarci dal letargo, Max Verstappen si fuma Vettel in un sorpasso esagerato, grazie, sei un pazzo, non so se quest’anno mi sarai simpatico, ma per fortuna ci sei tu a impepare la baracca.
In Red Bull i pit stops son sempre perfettissimi, ottimo quello di Gasly, che però rientra in pista e si fa subito passare da Kvyat.
Ma ecco all’orizzonte apparire un nuvolone nero come la pece, non sta per piovere, è lo spettro malefico che aleggia tra le sinapsi di Vettel, che al trentaquattresimo chiama Adami per farsi spiegare perchè la monoposto arranca. Caro Seb, ripigliati! Vettel è ormai perso in un turbine emotivo fuori controllo, cerca risposte, ma come diceva il profeta Quèlo, “la risposta è dentro di te, epperò è sbagliata”.
Bene, pronta la terza parentesi, tutta per il team Ferrari: mi autoinvesto del titolo di gufo ufficiale per le rosse, Binotto non ha carattere, Vettel è spacciato, avete pompato tutto l’inverno, millantando vetture deificate, sante e benedette, e oggi abbiamo visto tutti che la Ferrari non c’è. Punto.
Podio meritatissimo per Bottas, che chiude con venti secondi di vantaggio su Lewis, seguito da Vertsppen. Bravi!

 

Commenta