PILLOLE ANDALUSE

di Mari Lafayette
Maverick Viñales
Fabio Quartararo
Alex Rins
BIS VINCIT QUI SE VINCIT
Due Ruote
Ritratto di marilu

Bentornati nel vecchio Continente, eccoci al quarto episodio di un Mondiale decisamente aperto, apertissimo, praticamente spalancato: in testa alla classifica piloti infatti ci sono il Dovi a cinquantaquattro punti, Valentino Rossi a cinquantuno e Rins a quarantanove. Sulla cresta dell’Honda, ma non dell’onda, Marquez e Lorenzo, rispettivamente a quarantacinque e sette punti. Circuito storico, non troppo veloce, con due staccate importanti dopo i due rettilinei importanti, alla uno e alla sei. 

La griglia di Jerez è stupefacente, imprevedibile, da non credere, eppure là davanti ci sono le due Yamaha Petronas, primo Quartirolo seguito dal socio Morbidelli, quindi Marquez, il Dovi e Vinales, Lorenzo parte undicesimo (dopo un gran bel volo in Q2) e Valentino Rossi solo tredicesimo per un po’ di pasticci fatti in Q1.

Marquez parte lanciatissimo e perfettissimo e si infila davanti a Morbidelli che al via impenna il mezzo, lo perde un po’, ma sfila gli incomodi chiudendo a destra e fuggendo via, minacciando di sverniciare la Ducati del Dovi, poi seguono Quartirolo e Vinales, mentre Valentino Rossi approfitta del mucchio selvaggio ed è subito decimo, Nakagami non è molto d’accordo e prova a far il duro, ma non è storia.

Morbidelli non molla e studia Marquez da vicinissimo, la Suzuki di Rins e la Ducati del Dovi battagliano qualche metro più giù, mentre giù finisce Pecco Bagnaia, anche lui alla curva due come in qualifica Jorge Lorenzo, che qui ha pure una curva che porta il suo nome, ma probabilmente non se lo ricorda, perchè dopo i primi sei giri è addirittura quindicesimo, e sembra in sella a una bici di centocinquanta chili di peso, un obbrobrio proprio.

Mancano quindici giri sui venticinque previsti, Marquez inizia ad allungare il passo sugli inseguitori, e Quartirolo non smette di stupirci, fumandosi Morbidelli con le unghie e con i denti, e cosí la testa della corsa è super frizzantissima, e arriva pure Rins, che scavalca magistralmente Vinales. Il quartetto tirato dalle due Yamaha Petronas è uno spettacolo, ma a dodici giri dal termine, Quartirolo viene abbandonato dalla sua, cosí, all’improvviso, pedale del cambio andato, che peccato! Rins ne approfitta e si porta in seconda posizione, le due Ducati di Dovizioso e Petrucci finalmente si destano dalla siesta postprandiale, com’è usanza in queste lande ispaniche, e recuperano metri e secondi sui fuggitivi in testa, Morbidelli invece ha un calo emotivo, le paturnie, l’oroscopo da dimenticare, e fa uno scempio di sè, lasciandosi passare da Vinales e dal Dovi in men che non si dica, Miller, zitto zitto, saluta Valentino Rossi e lo passa senza batter ciglio, ma non è storia e The Doctor se lo fuma pochi metri dopo, per poi proseguire nella risalita della china, andando a prendersi anche le posizioni di Morbidelli e Crutchlow, e trovandosi quindi sesto, a sei giri dalla fine. Le due Ducati sono incollate alla Yamaha di Maverick Vinales, ma ecco Miller che con una manovra da babbeo fa fuori Aleix Espargaro e tutta l’allegria del team Ducati Pramac Siamo all’ultimo giro e il Dovi prova l’arrembaggio alla carena di Vinales, sono quattro chilimetri tiratissimi, io oggi tifo Vinales e non sto più nella pelle, e gioísco immensamente quando sul traguardo il Dovi è quarto, e il mio beniamino è pronto per il podio. Vince Marquez, che festeggia con Rins e Vinales, bellissima gara, ci rivediamo a Le Mans!

Commenta