SO WHY DON'T U KILL ME?!

di Mari Lafayette
Sebastian Vettel
BIS VINCIT QUI SE VINCIT
Due Ruote
Ritratto di marilu

Con la gara di Montreal il caro Sebastian Vettel inieme al tem Ferrari tutto, è riuscito nell’impresa somma e  altissima, di dare una dimostrazione pratica e ineguagliabile intorno ai tre principi della dinamica, espressa massimamente nel terzo dei tre. Talmente massima da riuscire a trascinare anche il più razionale dei logici in una digressione esoterica, karmica, molto più che esistenziale.

Il Rosso Ferrari ha innescato una sequela di reazioni mirabolante, ma più che ovvia e inevitabile, e se l’effetto desiderato era “purchè se ne  parli”, di certo il desiderio è stato ampiamente esaudito.

Veniamo per gradi. Veniamo alla gara. Una gara interessante, piacevole, fino al quarantottesimo di settanta giri previsti. Una gara amata dai tifosi, perchè ai tifosi, tutti i tifosi, piacciono i circuiti “storici”, piacciono le favolette e i raccontini e il Wall of Champions parla da solo. Non serve l’indovino e non serve nemmeno il dottorato in scienze statistiche, lo sa pure mia nonna. Una gara immersa in un oceano desolante di noia, perchè , anche questo lo sa pure mia nonna, Liberty Media ha fatto un monte di minchiate, la FIA e gli amici degli amici hanno trasformato una macchina da soldi divertente, amata e tifata in tutto il mondo, in un triste spettacolo, inscenato e recitato nel peggiore dei modi, che poi il mondo poteva evitare di scomodarsi a “pistarlo” tutto, perchè c’erano già circuiti esotici in abbondanza, tipo Sepang, ah no, quello era figo allora lo han levato.

Abbandonando la bagarre tecnica e disciplinare su quanto accaduto tra Seb e Lewis al quarantottesimo giro, mi sentirei di snocciolare un po’ a caso le mie considerazioni sul caso...

Il fatto che Vettel sia stato votato Driver of the Day riflette due macrolinee di pensiero che non posso che definire,  a mio modestissimo avviso, inquietanti. Prima, quella per cui Vettel avrebbe “meritato la vittoria”, seconda, quella per cui il suo comportamento, il suo atteggiamento, insomma quella roba lí, sono leciti e condivisi, “ha fatto bene a fare quello che ha fatto”. Ecco, che mi inqueta, è che la vittoria non l’ha meritata per niente, ha commesso un errore, e deve solo stare zitto, perchè se non avesse toppato come un pivello, sull’erba non ci sarebbe mai finito, sta rompendo la minchia da secoli con queste sue lagne da vittima, ma l’aguzzino è l’atteggiamento da loser suo e di tutta la squadra. E non ha fatto bene per niente a fare quello che ha fatto, “nulla è vero, tutto è lecito”, forse era Nietsche, in ogni caso lo diceva il mio profe di religione, un attimo prima di salire in cattedra, lasciando cadere a terra un mazzo enorme di chiavi tintinnanti, sí perchè a inquietarmi tremendamente è proprio questo dilagante atteggiamento lassista e spannometrico, e nel caso di Vettel da bimbominkia maximo. La pagliacciata del cartello spostato a fine corsa, la pesa che non ho capito se l’ha fatta o no, fanno della sua gara uno psicodramma da sbroccato in stile panem et circenses, ma siamo nel duemiladiciannove e non stanno nè in cielo nè in terra.

Gioísco di aver atteso qualche giorno, prima di completare il mio commento, perchè la decisione di non presentare ricorso sull’accaduto presa dalla Ferrari, lascia un briciolo di eleganza, che altrimenti si sarebbe esaurita in un secondo. Dopo la piazzata di Vettel mancava solo che mamma e papà e lo zio Mattia andassero a lamentarsi col preside.

Vettel mi hai veramente sdrenato, non ti sopporto più, sei un rosicone malevolo, e nonostante tu fossi un campione, sei riuscito a mandare tutto a carte quarantotto, proprio in quel quarantottesimo giro, basta, adesso ti prego inscèna un esaurimento nervoso, una malattia tropicale, la nonna coi calcoli, ma molla il volante e vai, ma vai, lontano, lontanissimo.

Ferrari. Che tristezza, che pochezza, quanti denari buttati alle ortiche, ma come fate a far cosí cagare? Bisogna impegnarsi per raggiungere simili fondi, e sembra che i fondi siano sconfinati nel vostro caso, perchè ogni volta riuscite a peggiorarvi. 

Formula 1. Riprenditi, presto, ci manchi.

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