SPA-VENTOSISSIMO BELGIO...

di Mari Lafayette
Charles Leclerc
Sebastian Vettel
Max Verstappen
Lewis Hamilton
BIS VINCIT QUI SE VINCIT
Quattro Ruote
Ritratto di marilu

Se ti spiaggi sul sofà di certo non ti può accadere nulla di rischioso, ma se ti piacciono i motori e la velocità e non ti accontenti, come me, di guardarli in tivù, ma di mestiere fai il pilota, beh ecco, può capitare che le cose vadano storte, stortissime. E’ successo tante volte, è successo a Niki Lauda, che si è salvato per miracolo, è successo a Roland Ratzenberger, che la gente se lo ricorda solo e soltanto perchè il giorno dopo è successo ad Ayrton Senna, e per loro, purtroppo, il miracolo non c’è stato, poi, qualche giorno fa, è successo a Jessi Combs, una bionda esagerata, mentre provava a battere il suo record di settecentosessantasette chilometri orari, stabilito nel duemilasedici, incoronandola “the fastest woman on four wheels”, e poi sabato è successo a un giovane pilota francese di effedue, e nè lui, nè lei ce l’hanno fatta.
Ma il circus non si ferma, si ammestisce, un poco, the show must go on, e ieri il Gran Premio del Belgio, ha lasciato roboare la effeuno sui suoi quarantaquattro maestosi giri, comunque.
Sicchè, il mio commento scivolerà via un po’ diverso da come lo aspettavo e immaginavo, da giorni e settimane, vi risparmierò il pippone sul tracciato, che a me piace un tot, ma quest’anno ha lasciato, necessariamente, il posto a qualche briciola di commemorazione.
Sicchè, il mio commento ve lo lascio così, avvolto in una specie di classifica, dalle stelle alle stalle.
Primo posto e vacanza superlusso in qualche galassia di supernove a Charles Leclerc, poleman e gara stupenda. Nonostante il team Ferrari. Charlie che si commuove e piange, sabato e pure domenica, Charlie che viene autorizzato a passare Kid Seb al ventisettesimo, e menomale, Charlie che parte come un pro, Charlie che è un regazzino o poco più, ma ci sta facendo volare un po’ tutti, anche i non-Ferraristis, come me, Charlie che inciampa mentre raggiunge il podio e ci regala lo stesso un sorriso. Bravissimo, Charlie, e pioggia di cuoricioni per te. Con te lì nelle galassie ci metto anche Lando Norris, simpatico, sempre, e anche bravo, perchè ci vuole il sangue ghiacciato per fare una partenza come la sua, ci vogliono il pelo, di volpe, sullo stomaco, e anche l’astuzia, di volpe, in coda all’occhio, per sfilare via come ha fatto lui, partito undicesimo e qualificatosi, teoricamente, quinto, teoricamente, perchè la sua McLaren lo ha mollato all’ultimo giro, ma lui è contento, sorride ancora e ci spiega che nella vita ti può succedere di molto peggio. Simpatico, bravo, e saggio. Cuoricione galattico tutto per Lando.
Posti intermedi e stallo in struttura organizzata, vista volta celeste, almeno, per il povero Gasly, bocciato e retrocesso in Toro Rosso, ma diamine, che gara! Bravo, dai, ripigliati in fretta e concorri a liberarci dalla noia. Con lui, lì nella terra di nessuno, le frecce argento, che hanno portato a casa un secondo e terzo posto, senza infamia e senza lode.
Ultimi posti, soggiorno in stalla fatiscente, sovraffollata e malsana: Vettel e la strategia Ferrari, i soliti pagliacci, il solito fifone attaccato alla radio a scassare la minchia al pit wall della vegogna, e quante soste faccio, e ne faccio due e ne faccio tre, e non c’ho grip…i coglioni ti mancano biondino, mica il grip. Va beh, non potevo, nemmeno oggi, lasciarvi senza il consueto carico di insulti e bastonate per il povero Vettel. Dai, molla i motori, piglia la tua novella sposa e vai in qualche Berg sulle Alpi a farti ricrescere i baffi da scoiattolo e ad allevare capre puzzolenti. Bastonate anche a Vanzini, ma tante, tantissime. Di Meda ce n’è uno solo, quindi, per favore, ti stacco un carnet di cuoricioni, ma smettila di urlare. Poi smetti anche di menar gramo, che i tuoi pronostici e calcoli fatti “sulla carta del formaggio” (Cit. mio fratello), portano sfiga. Più Genè per tutti. Lui è molto più elegante di te. Valsecchi bravo che ti sei messo a dieta, ma coi capelli ancora non ci siamo, sembri un astronauta, in assenza di gravità, tremendo. Chiedo pari dignità e opportunità per tifosi e tifose. Se Sky Italia agli uomini ha concesso la Masolin, brava e gnocca, anche le tifose hanno diritto, da subito, a uno bello guaglione, bravo, ma soprattutto gnocco. Magnussen anche lui, più che una scuderia, si merita un bovile senza dignità, per la gara di ultra-super-hyper merda corsa ieri. Si è fatto infilare da tutti, come se avesse avuto sotto il culo una Trabant, al posto del vidieci Haas. Dai. Cazzo.
Due giorni di sospensione, ma niente stabbio, per Kimi Raikkonen, Max Verstappen, e il mapazzone che ci hanno servito al primo giro. Mi avete rovinato la domenica. E l’avete rovinata anche al tripudio di orange fans, accorsi da ogni angolo del Belgio per tifare Max. Complice il fatto che (immagino) si siano mossi su strada invece che via aria, gli orangioni erano organizzati meglio che i Giapponesi a Pearl Harbor e si erano muniti di fumogeni, orangioni, ça va sans dire, in quantità esuberante. Ma, a quanto pare, in molti se ne son tornati a casa con il ritiro del loro amatissimo pupillo, che dopo il contatto con Kimi è finito malamente contro la barriera multicolor di Eau Rouge, l’unica curva del mondiale interamente realizzata in marshmallows. Marshmallows rossi e gialli.
Ciao, ci si rivede a Monza!

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